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Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo Ms. 403, Trattati volgarizzati (sec. XV med.)
ff. 1ra-3ra Tavola.
ff. 3va-36ra [Tractatus de confessione]. Inc. Perchè la purità della coscientia et la monditione del cuore (prol.); Primieramente è da notare che la confessione debba essere pura (text. , f. 3vb) (volg.; attr. Bernardus Claraevallensis; tit. att.: Specchio della Confessione).
ff. 36ra-77ra [ps.] BERNARDUS CLARAEVALLENSIS, [Tractatus de interiori domo]. Inc. Questa chasa nella quale noi habitiamo da ogni sua parte (volg.; PL 184, 507-552; attr. Bernardus Claraevallensis; tit. attr.: Libro di conscientia).
ff. 77va-96vb [ps.] BERNARDUS CLARAEVALLENSIS , [Mediationes de humana condititione]. Inc. Molti sanno molte cose et non sanno nè chognioschono loro medesimi (volg.; PL 184, 485-508; attr. Bernardus Claraevallensis; tit. attr.: Libro delle meditationi)
ff. 96vb-113va [ps.] IOHANNES CHRYSOSTOMUS, [Liber de reparatione peccatoris ad Demophilum]. Inc. Dabit kapiti meo fonctem lacrimarum (Ier. 9,1). Questa parola la quale disse Yremia propheta per chompassione (vol.; attr. Iohannes Chrysostomus).
ff. 113va-153rb [GUILLELMUS DE SANCTO THEDORICO, Epistola ad fratres de Monte Dei]. Inc. A chiarissimi fratelli suoi H(aimo) priore et altri frati (prol.); A frati del Monte di Dio i quali anno messo il lume orientale (text., f. 114va; volg.; lacunoso; attr. Bernardus Claraevallensis).
ff. 153rb-156ra [ps.] BERNARDUS CLARAEVALLENSIS, [Varia et brevia documenta pie seu religiose vivendi]. Inc. Se tu vuogli pienamente pervenire alla gratia di Dio intendi (volg.; PL 184, 1173-1174; attr. Bernardus Claraevallensis).
ff. 156ra-181ra BERNARDUS CLARAEVALLENSIS, [De diligendo Deo]. Inc. Allo illustre huomo messere Amerigho diacono cardinale (prol.); Voi volete adumcque udire da me perchè ragione et in che modo (text. , f. 156vb) (volg.; PL 182, 973-1000; tit. att.: Libbro di amare Iddio).
ff. 181ra-188vb BERNARDUS CLARAEVALLENSIS [Apologia ad Guillelmum abbatem]. Inc. A diletti et poveri frategli novelli di messere Yesu Christo D. G. ultimo servo (volg.; Pl 182, 898- 918; tit. att. : Epistola mandata ai poveri di Iesu Christo).
ff. 188vb-200ra IOHANNES CHRYSOSTOMUS, [Ad Stelechium de compunctione liber II]. Inc. Et come si può fare huomo di Dio Stheleecho (sic) quello che tu (volg. ; PG 47, 411-422; tit. attr.: Libro della compunctione del cuore).
f. 200ra-vb [ps.] BERNARDUS CLARAEVALLENSIS, [Epistola]. Inc. Fratello mio karissimo tu mmi momandi che io t'insegni per qual via (volg.; attr. Bernardus Claraevallensis; tit. attr.:Epistola mandata a un suo amico admaestrandolo nela via di Giesu Christo).
Membr.;ff. II, 200, II'*; 1-1210, 139, 14-1910,2011**; 260x180 = 26 [170] 64 x 15 [55 (15) 52] 43; rr. 35/ll. 34. Al f. 3vb iniziale ornata con oro e fregio; iniziali filigranate; rubricato: Legatura moderna (sec. XIX). Ripr.: ff. 3v, 36r.
Cop.: Bese degli Ardinghelli (attr.).
Poss.:Fraternita dei Laici, Arezzo.
Segn. prec.: 404 (sec. XIX).
Sul dorso annotazione con segnature aggiunte (sec.XIX): S. Bernardo. Trattati volgarizzati. MS. Del sec. XV; 403; 404 (4 riscritto su 3). Al f. 1r timbro della Fraternita dei Laici di Arezzo (sec. XIX). Il manoscritto potrebbe avere provenienza camaldolese: nel cataogo C al lemma Q.II-23 si cita infatti un Opuscolorum S. Bernardi liber transcriptus ab anonimo, che farebbe pensare ad un testo volgarizzato (cfr. Magheri Cataluccio-Fossa, Bibliteca e cultura a Camaldoli, 492 nr. 23). In base alla perizia paleografica il copista è identificabile con Bese degli Ardinghelli, attivo a Firenze attorno alla metà del Quattrocento (Colophons, I, nr. 2226-2229, arco di anni 1432 – post 1455); il confronto è stato eseguito sul manoscritto fiorentino Biblioteca Medicea Laurenziana, Med. Pal. 72.
NOTE AL TESTO: Nr.4: Sorio, Opuscoli di san Giovanni Crisostomo, 35-93. Nr. 5. cfr. l'edizione Déchanet: Guilelmus, Lettres.
Bibl.: Gamurrini; Arezzo. Fraternita di santa Maria, 236.
*Numerazione recente a matita. I fogli di guardia sono cartacei moderni (sec. XIX).
** Il fasc. 13 è quinterno mancante del settimo foglio, con conseguente lacuna testuale; il fasc. 20 è un sesterno mancante dell'ultimo foglio, che doveva essere bianco. Segnatura a registro visibile dalla lettera b (fasc. 2) fino a m (fasc. 13).