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Arezzo, Biblioteca Città di Arezzo Ms. 409, Sacramentarium (sec. XII primo quarto).
ff. 1r-8v Kalendarium.
ff. 9r-10v Ordo Missae (acefalo e mutilo).
ff.11r-128v Sacramentarium.
ff. 11r-89v Proprium de tempore (Dominica I Adventus – Domenica XXVI post Pentecosten).
ff.89v-128v Proprium sanctorum (s.Lucia – s.Damasus).
Membr.; ff. II, 128, II'; 18 ,22 , 3-68 ,74 , 8-138 ,142 , 15-188**; 244 x 146 = 20 [174] 50 x 22 [90] 34: rr. 25/ll. 25; ai ff.61r-64r rr. 48/ll. 12-12 trigr.; ai ff. 61r-64r sistema di 12 trigrammi con notazione neumatica. Iniziali ornate; iniziali semplici; rubricato. Legatura moderna (sec. XVIII). Tagli marginali su parecchi fogli, tracce di umidità, il f. 16 è strappato. Ripr.: ff.11r, 45r.
Poss.:Cosimo Accolti (sec. XIX); Fraternita dei Laici, Arezzo.
Segn. prec.:Fraternita dei Laici VI.3.
Al f. 128v aggiunta liturgica di mano del sec. XIII. Ai ff. 128r-v, margine inferiore, annotazioni in volgare di mano seicentesca. Al f. 11r, margine inferiore, nota di possesso (sec. XIX): Liber Cosmi de Accoltis il(lustris) Aretini quem in dono dedit Bibliothecae publicae Confraternitatis Arretinae;sul margine superiore dello stesso foglio (della stessa mano): Missale antiquum. Per Cosimo Accolti (+1643) che possiede anche il manoscritto 426 (scheda nr. 75), cfr. Massetani, Dizionario bibliografico, nr. 55. Ai ff.1r e 128v timbri della fraternita dei Laici di Arezzo (sec. XIX). Sul dorso (sec. XIX): Missale Romanum antiquum. Sulla controguardia anteriore segnatura moderna della Fraternita dei laici di Arezzo (sec. XIX): VI.3. In Magheri Cataluccio-Fossa (cfr. bibl. infra) si ipotizza per il codice una provenienza camaldolese, sia per motivi ornamentali, sia per motivi paleografici; su basi contenutistiche Baroffio (cfr. infra Baroffio, Segno e musica) propone una provenienza dall'abbazia di San Fedele di Strumi. Nessuno di questi contributi cita lo studio, certo non recente ma ben documentato di Coradini , Sacramentario (cfr. bibl. infra), che riporta il manoscritto a zona pistoiese.
OSSERVAZIONI SULLA DECORAZIONE: La decorazione del codice consiste di lettere geometriche riferibili al cosidetto primo stile delle Bibbie giganti romane; tipicamente umbro-romana anche la lettera zoomorfa di stile a corpo pieno (cfr. f. 125v).
Bibl.: Coradini, Sacramentarium; Ebner, Quellen und Foeschungen, 4-5 (segnatura indicata Cod VI , 3); Gamurrini, Arezzo. Fraternita di Santa Maria, 237; Magheri Cataluccio-Fossa, Biblioteca e cultura a Camaldoli, 34-39; Amiet, Sacramentaires, 354-362; Baroffio, Iter Liturgicum, 10; Baroffio, Segno e musica, 87 nr. 28, 88 tav. 28.
* La numerazione recente a matita numera 1-128; la numerazione antica a penna in cifre arabe al centro del margine inferiore numera sul recto e sul verso 1-144 e salta 9-11, 14-16, 51-54 e 106-111 per caduta dei fogli relativi. I fogli di guardia sono cartacei moderni ( sec. XVIII).
** Il fasc. 2 è il residuo di un quaterno di cui resta solo il bifoglio intermo; il fasc. 7 è un quaterno privo dei due bifogli interni; il fasc. 14 è il residuo di un quaterno di cui resta solo il bifoglio esterno. Richiami originali a destra, ripetuti talora da mano più moderna (sec. XIII).