Posizione
“Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio” è la mostra bibliografica con 70 opere a cura di Elisa Boffa che si svolgerà dal 2 aprile al 7 giugno 2026 presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo, organizzata da Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca di Arezzo, con il patrocinio di Regione Toscana.
La mostra intende illustrare ai visitatori la figura di Francesco Redi attraverso il patrimonio storico-documentario a lui legato: scienziato e cortigiano, letterato e medico personale dei Granduchi di Toscana Ferdinando II e Cosimo III, accademico della Crusca, del Cimento e dell’Arcadia, nonché grande sostenitore della sua città natìa, Arezzo. Redi non solo fu un protagonista della nascita della modernità, ma anche uno degli ultimi ingegni veramente enciclopedici della cultura occidentale, in grado di passare con disinvoltura dall’anatomia di un mammifero alla decifrazione di un codice antico, dall’ideazione di un sonetto all’impostazione di un esperimento di laboratorio, dalla stesura di una ricetta a un consulto medico. La città di Arezzo, in occasione della ricorrenza del quadricentenario della nascita, intende celebrare una delle figure più acute, poliedriche e significative del XVII secolo italiano, a cui ha l’onore di aver dato i natali nel 1626. Francesco Redi è, dunque, raccontato attraverso la sua iconografia, le sue origini e i suoi ricordi, ma anche attraverso le sue opere scientifiche, poetiche e accademiche. Di notevole interesse sono anche i suoi numerosi contatti con l’élite culturale toscana, i suoi consigli e consulti ad amici, allievi e collaboratori e, infine, la sua ricchissima biblioteca di manoscritti e volumi a stampa, rappresentazione della molteplicità di interessi del genio aretino.
Le nove sezioni tematiche mostrano come ogni documento, manoscritto o testo a stampa possa raccontare qualcosa che va al di là della mera produzione materiale del manufatto, rivelando una storia o un legame riferibile a Francesco e al suo operato. I testi, pertanto, ‘parlano’ e compongono l’intero universo rediano: un mondo costituito da molte sfaccettature ben visibili e da altre che si possono solo intravedere tra le righe.
L'inaugurazione si terrà giovedì 2 aprile 2026 alle ore 18,00.
